Un delicatissimo intervento neurochirurgico eseguito all’Ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone ha portato alla rimozione completa di un raro meningioma falcotentoriale, una lesione profonda situata nell’area della ghiandola pineale. Per raggiungere il tumore, l’équipe ha utilizzato l’approccio sovracerebellare infratentoriale, un accesso chirurgico complesso che permette di operare passando sopra il cervelletto e sotto il tentorio, reso possibile dalla posizione semiseduta del paziente, che migliora la visibilità ma richiede un controllo anestesiologico e cardiologico di altissima precisione.

L’intervento è stato ulteriormente potenziato dalla tecnica endoscopio‑assistita, che ha garantito una rimozione completa e sicura. Per tutta la durata dell’operazione, oltre dieci ore, è stato attivo un sofisticato sistema di monitoraggio intraoperatorio. Il team anestesiologico e cardiologico — composto dal dottor Apponi, dalla dottoressa Alessia Porretta e dal dottor Mollo — ha garantito un controllo costante del rischio emodinamico, con la possibilità di aspirare immediatamente eventuali bolle d’aria tramite un catetere posizionato nell’atrio destro.
Al centro dell’intervento, la UOC di Neurochirurgia diretta dal dottor Giancarlo D’Andrea, che con i neurochirurghi Catello Costagliola, Amedeo Piazza e Guglielmo Iess ha guidato un lavoro di straordinaria complessità tecnica e organizzativa, coordinando in modo impeccabile tutte le professionalità coinvolte.

La sinergia tra neurochirurghi, anestesisti, cardiologi e personale di sala – come spiega una nota della ASL, ha rappresentato un esempio concreto di multidisciplinarità avanzata. Il risultato finale — la dimissione del paziente in tempi rapidissimi e senza deficit neurologici — conferma non solo l’elevatissimo livello tecnico raggiunto dalla Neurochirurgia di Frosinone, ma anche la capacità dell’Ospedale ‘Spaziani’ di affrontare patologie complesse senza necessità di migrazione sanitaria, offrendo ai cittadini un’assistenza moderna, integrata e orientata all’eccellenza, come conclude la stessa nota.