LA DENUNCIA

Vendita forzata dei terreni, esposto al CSM

Al centro dell' esposto è contestuale verifica vi è la gestione di alcune procedure esecutive presso il Tribunale di Latina, con particolare riferimento a terreni che sollevano interrogativi urgenti sulla regolarità dell'iter di vendita forzata

Vendita forzata dei terreni, esposto al CSM

Nicola Morra, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e Francesca Alessandra Capponi, attiva promotrice della legalitá nel Basso Lazio, hanno depositato una formale istanza di verifica e un esposto indirizzato alle massime autorità istituzionali. La richiesta di intervento è stata inoltrata al Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici per Lazio, Umbria e Toscana, al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), all’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia e altre Istituzioni. Al centro dell’ esposto è contestuale verifica vi è la gestione di alcune procedure esecutive presso il Tribunale di Latina, con particolare riferimento a terreni che sollevano interrogativi urgenti sulla regolarità dell’iter di vendita forzata.

La nota

​La vicenda espone una contraddizione insanabile: l’azione esecutiva sta colpendo beni che, come confermato da sentenze passate in giudicato nel 2023 e nel 2025, appartengono al demanio civico universale dei cittadini . Per legge, tali terreni sono inalienabili, inespropriabili e imprescrittibili. Questo regime di assoluta indisponibilità dovrebbe rendere nullo alla radice qualsiasi pignoramento, eppure le procedure di vendita proseguono, ignorando la natura pubblica e collettiva del suolo.

​Il paradosso diventa ancora più evidente in presenza di immobili gravati da ordinanze di demolizione non eseguite. Secondo la normativa vigente, in questi casi i manufatti abusivi si intendono automaticamente acquisiti al patrimonio pubblico. Si configura così una situazione inaccettabile e profondamente ingiusta: da un lato, il debitore privato è impossibilitato a vendere il bene per onorare i propri debiti a causa dei vincoli demaniali e degli abusi; dall’altro, le procedure esecutive permettono agli istituti di credito di procedere all’asta a prezzi irrisori. Il rischio concreto è che il patrimonio della collettività venga svenduto a vantaggio delle banche, calpestando i diritti dei cittadini.

​L’iter descritto nell’esposto evidenzia come le vendite forzate stiano procedendo nonostante l’espresso intervento del Comune , che ha denunciato l’inesistenza del diritto di procedere. Nonostante le segnalazioni dell’ente locale, la procedura sembra avanzare su un binario che ignora i vincoli sovraordinati, escludendo di fatto il legittimo proprietario pubblico — la comunità — dal reale controllo sui propri beni.

​Con questo passo ufficiale presso il Commissario degli Usi Civici e il Ministero della Giustizia, Morra e Capponi chiedono un intervento ispettivo urgente. È necessario accertare le ragioni per cui non siano stati considerati i vincoli esistenti e fermare un trasferimento di proprietà che, per legge, risulterebbe nullo. L’obiettivo è fermare un potenziale danno irreparabile e garantire il ripristino della legalità su un patrimonio che appartiene, per diritto e per storia, esclusivamente alla cittadinanza.