Crisi nera per lo stabilimento Stellantis di Cassino: ad aprile non si è registrato ancora un solo giorno di lavoro, segnando il tramonto della manifattura locale. Andrea Di Traglia (Fiom Cgil) lancia l’allarme su una regressione produttiva senza precedenti, con appena 3.000 vetture prodotte da inizio anno contro le 19.000 del 2025.
I sindacati chiedono alla Regione Lazio un intervento istituzionale deciso verso il Governo e l’integrazione al reddito per gli operai. Si guarda con favore all’ipotesi di nuovi partner, come la cinese Dongfeng, per garantire la saturazione degli impianti e rompere il monopolio attuale.
Urgente anche il ripristino del Fondo Automotive, tagliato dell’80%, per sostenere un settore al collasso. L’indotto è allo stremo: aziende come Trasnova e Logitech rischiano di diventare “agnelli sacrificali” delle scelte di internalizzazione di Stellantis. Senza nuovi modelli e investimenti certi, il processo di svuotamento dello stabilimento promette una desertificazione industriale irreversibile. Il prossimo 21 maggio sarà una data chiave per capire se Cassino avrà ancora un futuro produttivo o se andrà incontro a una crisi sistemica.