“Non credo che mio padre si sia ucciso”. Lo ha ribadito Maria Tuzi, figlia del Carabiniere Santino Tuzi trovato morto nella sua auto l’11 aprile del 2028, durante la conferenza stampa in cui sono stati presentati i risultati dello studio del perito incaricato dalla famiglia per fare chiarezza sulla morte dell’uomo. Il perito balistico Dario Sangermano ha svolto accertamenti sulla foto e su un video della pistola trovata in auto accanto al corpo dell’uomo. Il perito ha illustrato le incongruenze nella ricostruzione del suicidio mettendole a confronto con la ricostruzione di una ”plausibile dinamica omicidiaria”. Tra queste, la traiettoria del colpo, le macchie di sangue, l’assenza delle impronte sull’arma, l’assenza di sangue sulla pistola perfettamente adagiata sul posto accanto. Tuzi potrebbe essere stato ucciso da qualcuno con il quale aveva appuntamento.
”Volevamo fare chiarezza sulla morte di mio padre. Io l’ho sempre detto, mio padre non può essersi suicidato o se lo ha fatto non è stato per motivi passionali. Non aveva motivo di togliersi la vita, era diventato nonno da pochissimo tempo, mio figlio aveva solo 10 mesi, e la prima volta che si è commosso è stato proprio quando gli hanno dato tra le braccia mio figlio. Non può esserci sentimento più forte di quello che aveva per mio figlio. Io non credo al suicidio di mio padre”, ha aggiunto Maria Tuzi.