Non è solo la storia della bonifica fascista e delle “città nuove”, ma il racconto più antico e meno noto della trasformazione delle Paludi Pontine. È questo il cuore del volume “L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina di Agostino Attanasio. 432 pagine in cui l’autore ripercorre le vicende del vasto territorio tra Tor Tre Ponti e Terracina, lungo la via Appia, dalle pendici Lepini-Aurunci fino alla sponda del fiume Sisto: un’area che per secoli ha rappresentato una delle principali sfide di governo del territorio.
Il percorso inizia alla fine del Settecento, quando la Camera Apostolica organizza il comprensorio e lo affida a pochi concessionari. Nell’Ottocento nasce il Consorzio della bonifica, ma la gestione resta per decenni concentrata nelle mani di pochi grandi proprietari, tra cui gli Antonelli, i Boffi, i Montani, i Pietrosanti, i Rappini e gli Zannelli, in un sistema segnato da ritardi e difficoltà operative. Solo nel Novecento arriva la svolta: il commissariamento dell’ente apre una nuova fase e, in pochi anni, migliaia di operai danno inizio a una delle più vaste trasformazioni del territorio pontino.
Attraverso fonti in gran parte inedite, Attanasio – già direttore dell’Archivio di Stato di Latina e dell’Archivio Centrale dello Stato – ricostruisce questa lunga vicenda come parte della più ampia questione agraria e delle tensioni sociali che attraversano il territorio prima dell’affermazione del fascismo.
Un racconto che restituisce profondità storica a una terra che cambia volto, tra interessi, progetti e trasformazioni irreversibili.