Si stringono attorno ai familiari della vittima le indagini sulla morte di Giuseppe Pirani, l’ottantenne trovato intorno alle 18 di ieri senza vita in una pozza di sangue nel podere di proprietà della sua famiglia a Pontinia. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto, sulla Migliara 48, il suo corpo si trovava sotto una tettoia che
affaccia di fronte alla casa colonica dell’Onc, uno dei tanti edifici rurali costruiti dall’opera nazionale combattenti tra gli anni ’20 e ’30 come simbolo della bonifica nell’agro pontino. L’uomo, tuttavia, risiedeva in un’altra abitazione, sempre nel comune di Pontinia, ma si recava lì per fare dei piccoli lavoretti. Di origini ferraresi, ex consigliere e assessore negli anni ’90, l’uomo era molto conosciuto e apprezzato dagli abitanti della cittadina pontina, dove suo padre era stato anche sindaco molti anni fa.
“Era una brava persona – lo ricorda l’attuale primo cittadino Eligio Tombolillo-. Una persona squisita: l’intera comunità è sgomenta, affranta per l’accaduto”. Sul corpo dell’ottantenne, infatti, sono state trovate diverse ferite d’arma da taglio, tra cui quella fatale alla gola. A lanciare l’allarme è stato suo figlio, un cinquantenne ascoltato dai carabinieri al pari di altri parenti stretti, anche per ricostruire presunti dissapori all’interno del nucleo familiare della vittima.
Il corpo senza vita in una pozza di sangue, una profonda ferita alla gola che si è rivelata fatale e numerose altre ferite provocate da un’arma da taglio. I carabinieri del Nucleo investigativo, insieme ai militari della Compagnia di Latina e della Stazione di Pontinia indagano sulla morte di Giuseppe Pirani, 80 anni, trovato all’interno del capanno situato nel terreno di famiglia, lungo la Migliara 48. E’ il luogo dove l’uomo, residente a Pontinia, si recava per svolgere piccoli lavori.
A dare l’allarme, intorno alle 17:30 di ieri, è stato uno dei suoi due figli, che al mattino aveva sentito telefonicamente il padre, rimasto vedovo da tempo e ha fatto poi la tragica scoperta nel pomeriggio.
Inutili i soccorsi. Rilievi della Scientifica dell’Arma fino a tarda notte. Il corpo potrebbe essere stato trascinato dopo il delitto, avvenuto presumibilmente dentro l’abitazione. Oltre ai familiari, ascoltati anche alcuni conoscenti della vittima. Si indaga nelle sue relazioni personali, a partire dal figlio e la figlia, per arrivare ad altri familiari. Chi conosceva la vittima parla di rapporti molto tesi per questioni ereditarie.
