“La Regione Lazio ribadisce con forza la necessità di disporre al più presto di un quadro chiaro sulle prospettive di Stellantis, sollecitando la presentazione di un piano industriale chiaro, credibile e con obiettivi certi”. È quanto viene spiegato dalla Regione Lazio in una nota.
“Il piano industriale è determinante per superare l’attuale fase di incertezza, una condizione che mette in difficoltà l’intero indotto, ostacola la pianificazione delle istituzioni e alimenta la preoccupazione dei lavoratori mettendo a rischio non solo i posti di lavoro, ma anche la competitività dell’intero territorio. È quindi fondamentale che venga presentato un piano in grado di garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione e una prospettiva di sviluppo per il comprensorio. Senza un quadro strategico da parte dell’azienda, istituzioni e privati non possono programmare azioni e investimenti efficaci”, ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli. “La Regione Lazio esprime piena vicinanza e sostegno ai lavoratori del settore automotive e dell’indotto, scesi in piazza per richiamare l’attenzione sul futuro del comparto”.
“La mobilitazione – ha aggiunto Angelilli – rappresenta un segnale importante e legittimo, che evidenzia con forza la necessità di affrontare in modo concreto e condiviso le difficoltà che stanno attraversando lavoratori e imprese di uno dei settori strategici dell’economia regionale. Proprio per questo, la Regione con il supporto della Banca europea per gli investimenti, presenterà ad aprile strumenti concreti a sostegno del comparto: una quota della provvista complessiva BEI di 120 milioni di euro sarà infatti destinata alle imprese dell’indotto automotive, attraverso strumenti di finanziamento agevolato”.
Ulteriori opportunità – conclude la nota – arriveranno dai 100 milioni di euro di finanziamento a fondo perduto stanziati dal Governo per le imprese del Consorzio Industriale del Lazio. A questo si aggiungono le agevolazioni previste dalla Zona Logistica Semplificata (sportello unico e credito d’imposta per complessivi 100 milioni di euro)