La battaglia in difesa dello stabilimento Stellantis di Cassino simbolo della lotta per l’automotive in Italia. E’ questo il senso della manifestazione organizzata unitariamente dai sindacati metalmeccanici, che ha coinvolto i lavoratori dell’indotto, le associazioni degli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni locali e i cittadini. Al corteo hanno partecipato in migliaia per chiedere ‘lavoro e futuro’. Sono arrivate anche delegazioni da altre fabbriche Stellantis come Melfi e Pomigliano.
“Tutti insieme vogliamo fermare la chiusura di Cassino. E’ necessario intervenire con urgenza, non dobbiamo aspettare il 21 maggio, giorno dell’Investor Day di Stellantis. Chiediamo alla premier Meloni e all’amministratore delegato Filosa che, prima della presentazione del piano industriale, ci sia un incontro con le istituzioni, i sindacati e le aziende della componentistica per garantire un futuro all’automotive a partire da questa fabbrica” ha detto il segretario generale della Fiom, Michele De Palma.
I numeri sono impressionanti: “A Cassino la produzione è ai minimi storici: il 2025 si è chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte, mentre le stime per il 2026 si attestano intorno alle 13.000 unità. Un crollo drammatico se si considera che solo otto anni fa si producevano 135.263 auto con oltre 4.300 dipendenti. Tutte le promesse sono state disattese. Oggi l’occupazione si attesta intorno alle 2.000 unità e l’attività produttiva è ridotta a circa 5-6 giorni lavorativi al mese. Dall’inizio dell’anno sono stati appena 16 i giorni di lavoro” ha spiegato il leader della Fim Cisl, Ferdinando Uliano.
“Non ci sono certezze quello che avevano detto nel piano Italia si è dimostrato non realizzabile. Vogliamo da Stellantis impegni precisi sulla risalita produttiva e sui modelli, rinviare al 2028 o al 2030 è un disastro” ha affermato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. “Noi ci siamo perché si tratta di una manifestazione di proposta. Stellantis ha un ruolo importante così come l’ indotto che oggi è in sofferenza”, ha detto Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino. A Cassino oggi si producono le Alfa Romeo Stelvio e Giulia e la Maserati Grecale. Si era parlato di versioni elettriche per Stelvio e Giulia, ma è stato sospeso il loro lancio nonostante fossero già pronte ed è scattato il programma per le motorizzazioni ibride che richiedono una nuova piattaforma e quindi tempi più lunghi.


