LA DECISIONE

Borgo Piave, l’ex consigliere Vincenzo Malvaso dovrà demolire l’edificio abusivo

L’ordine va eseguito entro sessanta giorni, altrimenti l’intervento sarà a spese dell’imprenditore.

Borgo Piave, l’ex consigliere Vincenzo Malvaso dovrà demolire l’edificio abusivo

A Borgo Piave, a Latina, scatta l’ordine di demolizione per l’edificio realizzato dall’imprenditore ed ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso. La decisione arriva dopo anni di battaglie legali e conferma le violazioni urbanistiche riscontrate già nel 2013, al centro di un’inchiesta giudiziaria che aveva coinvolto anche tecnici comunali e un ex assessore all’urbanistica.

La decisione del Tribunale nel 2017

Il Tribunale di Latina, nel luglio del 2017, aveva stabilito la demolizione dello stabile, composto da 23 appartamenti e un negozio, riconoscendo Malvaso colpevole delle violazioni urbanistiche legate alla realizzazione dell’edificio. La sentenza era stata poi confermata lo scorso anno dalla Corte d’Appello di Roma e resa definitiva a febbraio, dopo il mancato ricorso in Cassazione. L’ordine di ripristinare i luoghi deve essere eseguito entro sessanta giorni, in caso contrario sarà l’autorità giudiziaria a procedere, con le spese a carico dell’imprenditore e il terreno destinato al patrimonio comunale.

La ripresa dei lavori nel 2024

L’ordinanza di demolizione si riferisce al primo procedimento penale sull’area di Borgo Piave e non alla nuova inchiesta aperta nel 2024, quando Malvaso aveva ripreso i lavori sull’edificio già sequestrato. La conferma dei giudici sottolinea che la riapertura dei cantieri era illegittima.

L’inchiesta

L’inchiesta iniziale, coordinata dall’allora pubblico ministero Gregorio Capasso e supportata dal Nipaaf del Corpo Forestale, aveva dimostrato che la proprietà della Piave Costruzioni aveva beneficiato di una volumetria maggiore di quella consentita, ottenuta attraverso un abuso d’ufficio e varianti al Piano Particolareggiato Esecutivo del borgo, successivamente annullate. L’ex consigliere Malvaso, in primo grado, aveva scelto il rito abbreviato, ottenendo uno sconto di un terzo sulla pena: un anno e otto mesi di reclusione, poi ridotti a sei mesi sospesi in appello, con conferma della colpevolezza per violazioni urbanistiche.

L’imprenditore aveva rinunciato alla prescrizione, forte dell’assoluzione nel procedimento “Olimpia”, che inglobava anche le varianti urbanistiche di Borgo Piave.

La Procura Generale di Roma ha ora disposto l’esecuzione della demolizione, evidenziando che l’eventuale inadempienza comporterà l’intervento diretto dell’autorità giudiziaria a spese del responsabile.