Il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso la revoca degli arresti domiciliari a Renio Monti, ex consigliere comunale di Cisterna dimessosi dopo l’arresto nell’inchiesta sulla corruzione. Per lui resta però l’interdizione dalla professione di architetto per un anno, mentre per il padre, Domenico Monti, sono confermati gli obblighi di firma.
L’indagine
L’indagine, coordinata dalla Procura di Latina e condotta dalla Guardia di Finanza, ha ricostruito presunti episodi di corruzione legati a pratiche edilizie e urbanistiche. Secondo gli inquirenti, Renio Monti e il padre avrebbero accettato la promessa di 75mila euro da un imprenditore, di cui 20mila effettivamente corrisposti, per favorire l’approvazione di progetti urbanistici, tra cui la realizzazione di un centro commerciale.
Conflitti di interesse
Le indagini hanno evidenziato un contesto di conflitti di interesse e mala gestione diffusa all’interno del Comune, con funzionari che avrebbero favorito gli interessi privati a scapito del corretto funzionamento della pubblica amministrazione. Gli accertamenti si basano anche su intercettazioni che mostrano come alcune delibere siano state approvate più rapidamente grazie all’influenza dei Monti.
Il Riesame ha quindi disposto misure più leggere per Renio Monti e confermato gli obblighi per Domenico, mentre le accuse di corruzione restano a carico dei principali indagati.