Il dibattito sul fenomeno dei cosiddetti medici “gettonisti” torna al centro dell’attenzione dopo alcune notizie pubblicate dalla stampa nazionale sui compensi percepiti da un professionista impegnato nei pronto soccorso di Cassino e Alatri. Sulla vicenda interviene il sindacato UGL Salute del Lazio. In particolare, a commentare la situazione sono il segretario regionale Fabrizio Fabbri e la segretaria provinciale di Frosinone Rosa Roccatani, che sottolineano come il caso non debba essere letto esclusivamente come una questione legata alle cifre percepite da singoli professionisti. Il medico avrebbe percepito circa 35.000 euro nel solo mese di gennaio 2026, svolgendo circa 36 turni mensili della durata di 12 ore ciascuno. Il compenso settimanale arriverebbe così a oltre 3.000 euro, con una media stimata intorno ai 4.000 euro netti a settimana. In altri periodi, inoltre, il compenso mensile avrebbe superato anche i 40.000 euro.
“Sintomo di una carenza strutturale”
Per UGL Salute, il punto centrale della questione non è il compenso in sé, ma ciò che rappresenta per il sistema sanitario pubblico. “Il fenomeno dei medici gettonisti – dichiara il segretario regionale Fabrizio Fabbri – non può essere ridotto a una polemica sui compensi percepiti da singoli professionisti. Si tratta piuttosto della manifestazione più evidente di una carenza strutturale di personale sanitario che da anni interessa il servizio sanitario pubblico”. Secondo il sindacato, quando le aziende sanitarie sono costrette a ricorrere a professionisti esterni per coprire i turni e garantire servizi essenziali, significa che il sistema sanitario si trova di fronte a un problema organizzativo più profondo, che richiede interventi strutturali e non più rinviabili.
Le norme per limitare il ricorso ai gettonisti
UGL Salute ricorda inoltre che negli ultimi anni il legislatore è già intervenuto per regolamentare il ricorso ai medici a gettone. In particolare, il Decreto-Legge 34 del 2023 ha introdotto misure specifiche finalizzate a ridurre progressivamente questa forma di collaborazione nelle strutture pubbliche. La normativa prevede criteri più stringenti per l’affidamento degli incarichi e maggiori controlli sui compensi, con l’obiettivo di contenere l’utilizzo di soluzioni emergenziali e garantire maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
La pressione sul personale sanitario interno
Un altro punto evidenziato dal sindacato riguarda la situazione del personale sanitario già in servizio nelle strutture pubbliche. Secondo UGL, medici, infermieri e operatori sanitari continuano a lavorare con carichi molto elevati e in contesti organizzativi spesso complessi. “La normativa – sottolinea la segretaria provinciale Rosa Roccatani – indica chiaramente la necessità di contenere il ricorso a soluzioni emergenziali e di garantire maggiore trasparenza e sostenibilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Tuttavia, senza un rafforzamento concreto degli organici e senza politiche efficaci di valorizzazione del personale sanitario, le aziende sanitarie continueranno inevitabilmente a trovarsi in difficoltà nel coprire i servizi essenziali”.
La richiesta di investimenti nel servizio sanitario
Per il sindacato, la strada da percorrere passa quindi attraverso investimenti strutturali nel servizio sanitario pubblico. “È necessario – conclude Fabbri – investire seriamente nel rafforzamento del servizio sanitario pubblico, nella stabilizzazione del personale, nel miglioramento delle condizioni di lavoro e nella valorizzazione economica dei professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini”. Secondo UGL Salute, solo attraverso il potenziamento degli organici e una migliore organizzazione del sistema sarà possibile ridurre il ricorso ai medici gettonisti e ristabilire un equilibrio all’interno delle strutture sanitarie. Il sindacato ribadisce infine la propria disponibilità ad avviare un confronto con le istituzioni regionali e con le aziende sanitarie del territorio per individuare soluzioni concrete che permettano di rafforzare la sanità pubblica e garantire servizi sempre più efficienti, sicuri e sostenibili.
