È arrivato il giorno della verità per il litorale pontino. Stamane, alle ore 11:00, la Sala Monumentale di Palazzo Chigi ospiterà la cerimonia di proclamazione della “Capitale Italiana del Mare 2026”. Tra gli oltre 50 Comuni candidati (nomi del calibro di Ancona, Cagliari, Riccione e Camogli), la provincia di Latina schiera due pesi massimi: Gaeta e Sperlonga.
Il riconoscimento non è solo simbolico: la città vincitrice riceverà dal Ministero del Mare un contributo di un milione di euro per finanziare progetti di sostenibilità, turismo, cultura e sviluppo della filiera ittica.
Gaeta: una coalizione per 400 km di costa
Gaeta si presenta all’appuntamento forte del dossier “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”. Il progetto non riguarda solo un comune, ma un vero ecosistema territoriale che unisce 22 centri costieri e partner di prestigio come la Regione Lazio, l’Università di Cassino e l’Autorità di Sistema Portuale.
«Indipendentemente dal verdetto, Gaeta ha già vinto la sua sfida più grande: abbiamo tracciato una rotta strategica per il futuro dell’Italia», ha commentato il sindaco Cristian Leccese, sottolineando come la candidatura abbia già attivato un processo di rigenerazione senza precedenti.
Sperlonga: la “Linea Culturale via Mare”
Dall’altra parte, Sperlonga risponde con un progetto dal profondo respiro archeologico e mitologico: “L’Antica Via Flacca tra Terra e Mare, le Ville di Tiberio, di Giulia e le Grotte di Pilato”. Insieme a partner d’eccezione come Capri, Ventotene e Ponza, il borgo punta a creare un corridoio culturale internazionale che colleghi le perle del Tirreno.
Il sindaco Armando Cusani punta tutto sulla narrazione storica: «Il nostro progetto è una ‘Linea culturale via Mare’ capace di collegare la costa imperiale alle isole del Mito, puntando su sostenibilità e tutela degli ecosistemi marini».
Cosa c’è in gioco
Il titolo di Capitale del Mare rappresenta una vetrina internazionale e un volano economico fondamentale. Il milione di euro messo a disposizione servirà a trasformare i dossier cartacei in realtà concrete:
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Sostenibilità: Protezione delle aree marine e biodiversità.
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Cultura: Recupero di siti archeologici sommersi e musealizzazione.
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Economia Blu: Innovazione nel settore della pesca e del turismo nautico.
Il verdetto è atteso a breve: il litorale laziale trattiene il fiato, pronto a scoprire se il 2026 sarà l’anno del riscatto definitivo per le sue “perle” del Tirreno.