Alessandro Agresti, 40 anni, finito nei giorni scorsi in carcere con l’accusa di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame, chiedendo la scarcerazione. Il provvedimento restrittivo era stato emesso dal GIP Barbara Cortegiano su richiesta del PM Giuseppe Miliano, dopo un interrogatorio preventivo. Nell’ordinanza, il giudice ha sottolineato come il tenore di vita di Agresti – tra beni mobili e immobili di lusso – sia inconciliante con i redditi dichiarati, con trasferimenti di ricchezza funzionali a dissimulare la reale provenienza dei capitali.
Secondo gli inquirenti, Agresti avrebbe agito come gestore occulto di società e patrimonio tramite prestanome, eludendo i controlli dell’autorità giudiziaria. La Procura aveva disposto il sequestro di un patrimonio da 9 milioni di euro, mentre la compagna di Agresti e un collaboratore erano stati posti agli arresti domiciliari, e il padre agli obblighi di firma.