nuova denuncia

Mendico, denunciato un nuovo caso. Il racconto del papà di un altro alunno

Il padre ha denunciato minacce, aggressioni e l’assenza di provvedimenti scolastici. La vicenda è ora all’attenzione degli inquirenti

Mendico, denunciato un nuovo caso. Il racconto del papà di un altro alunno

Emerge un nuovo caso di presunto bullismo all’Istituto Pacinotti, lo stesso frequentato da Poalo Mendico. Un altro ragazzo di 14 anni, Mathias, ha lasciato il Pacinotti ed è stato trasferito a Formia. La notizia anticipata dal quotidiano Il Messaggero. Il padre ha denunciato minacce, aggressioni e l’assenza di provvedimenti scolastici. La vicenda è ora all’attenzione degli inquirenti.

Il racconto del papa’ al Messaggero

«Siamo stati convocati dai carabinieri dopo i miei post sui social. Ci hanno ascoltato per sommarie informazioni. Molte domande erano specifiche sul Pacinotti. È venuta anche una psicologa della Procura per i Minorenni di Roma. È stata ricostruita tutta la dinamica in ordine cronologico. Mio figlio ora frequenta l’istituto “Tallini” di Formia, indirizzo turistico. Ci stanno venendo incontro sia il dirigente che i docenti: è un altro ambiente rispetto al Pacinotti. Mio figlio è ancora scosso da quella brutta esperienza al plesso di Santi Cosma e Damiano. Il 5 novembre scorso, nella chat di classe, compare il messaggio di un compagno che minaccia: “domani porto il cacciavite. Il giorno dopo lo stesso ragazzo mostra un coltellino svizzero e un cacciavite nel borsellino: abbiamo il video».

«Qualche giorno prima uno studente di seconda aveva abbrancato mio figlio da dietro, una presa tipo arti marziali, sollevandolo da terra. Da allora lamentava dolori al costato e alla schiena e la radiografia ha evidenziato un’infiammazione toracica. Siamo andati a scuola con gli screenshot e il video. Ci ricevono la vicepreside, la coordinatrice e il prof di educazione fisica. Invece di convocare subito il ragazzo che aveva minacciato, partono con un interrogatorio a raffica a mio figlio, sostenendo che fosse da solo, che mostrasse ansia e che servisse uno psicologo per lui e per noi genitori. Ci dicono che avrebbero chiamato la famiglia dell’altro alunno. Nessuna sospensione, nessun provvedimento».

«L’11 novembre, alla riunione con la preside la coordinatrice ride minimizzando; alla fine mia moglie viene rimproverata. Abbiamo speso 400 euro di libri e siamo stati costretti a ritirare nostro figlio: identico copione di quanto denunciato dai Mendico. Per quanto riguarda i provvedimenti adottati, a livello disciplinare, mi sarei aspettato una risposta più incisiva: tre giorni alla dirigente e 10-20 giorni alle docenti sono francamente pochi. La scuola ha grandissime responsabilità. Resta il dispiacere di una vita spezzata: per Paolo si poteva fare di più».