L'INTERVISTA

Caso Mendico, i dubbi della psicologa forense consulente della famiglia

Dalle analisi di diari e quaderni emerge la circostanza di questo appuntamento, la consulente sostiene che il giorno precedente l'appuntamento, Paolo non aveva alcuna intenzione di togliersi la vita.

Caso Mendico, i dubbi della psicologa forense consulente della famiglia

“Quel giorno Paolo aveva un appuntamento on line” queste le parole della consulente della famiglia Mendico di Santi Cosma e Damiano che sta analizzando il diario di Paolo. Nell’intervista, rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, Marisa Aloia, psicologa e grafologa forense, ribadisce che “Paolo non voleva uccidersi, è accaduto qualcosa poco prima”. Della figura di un amico virtuale si era già da tempo parlato, Paolo avrebbe fissato con lui un appuntamento on line per la sera dell’11 settembre per giocare di nuovo insieme alla consolle. Dalle analisi di diari e quaderni emerge la circostanza di questo appuntamento, la consulente sostiene che il giorno precedente l’appuntamento, Paolo non aveva alcuna intenzione di togliersi la vita. Un dettaglio importante per l’intera vicenda che escluderebbe anche alcuna ipotesi di bullismo. Intanto gli investigatori continuano a lavorare al caso, cercando di capire se Paolo si sia veramente ucciso, se è stato spinto a suicidarsi. «Dalle prime analisi, spiega ancora la consulente Marisa Aloia, emerge che i genitori pensavano che tutto fosse cominciato dalla quinta elementare, ma l’esame degli scritti racconta altro. Mi sono resa conto che il disagio è iniziato prima, già in terza elementare. Un disagio che è poi andato peggiorando, anche se non posso attribuirlo a una causa specifica”.