gli interrogatori

L’inchiesta sui chioschi a Sabaudia, la difesa di Secci ricusa il Giudice Cario. LE INTERVISTE

L'avvocato Renato Archidiacono ha spiegato “che il giudice aveva nei fatti già espresso il proprio convincimento sulla responsabilità di Secci sugli stessi fatti in un precedente provvedimento di intercettazioni telefoniche”

L’inchiesta sui chioschi a Sabaudia, la difesa di Secci ricusa il Giudice Cario. LE INTERVISTE

Ieri, martedì 20 gennaio, gli interrogatori davanti al Gip del tribunale di Latina, Giuseppe Cario, sulla vicenda dell’assegnazione dei chioschi a Sabaudia. La sorpresa è arrivata dalla difesa di Giovanni Secci che ha ricusato il giudice Cario. La motivazione? L’avvocato Renato Archidiacono ha spiegato “che il giudice aveva nei fatti già espresso il proprio convincimento sulla responsabilità di Secci sugli stessi fatti in un precedente provvedimento di intercettazioni telefoniche”.

Nel febbraio 2025, il giudice Cario aveva optato per l’imputazione coatta per l’allora vice sindaco di Sabaudia e la dirigente comunale Concetta Pennavaria, per un’altra indagine. Secondo Archidiacono il magistrato sarebbe incompatibile e per questo sarà la Corte d’Appello di Roma a dover decidere sulla ricusazione e questo allungherà i tempi, in vista della decisione se arrestare o meno Secci e gli altri indagati, accusati di turbativa d’asta.

Hanno invece risposto alle domande del Gip i due dirigenti del comune, Elisa Cautilli e Giuseppe Caramanica.

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