OMAGGIO ALL'ESERCITO RUSSO

Sbandieratori di Cori alla parata a Mosca, è polemica

L'europarlamentare di Fratelli d’Italia ha espresso “stupore e amarezza”

Sbandieratori di Cori alla parata a Mosca, è polemica
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A Mosca hanno portato le bandiere ma non i colori dei loro costumi e stendardi, giallo-azzurri, proprio come quelli dell'Ucraina. È polemica per la partecipazione degli Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori, paese in provincia di Latina, allo Spasskaya Tower - International Military Music Festival a Mosca, un festival con tanto di parata militare. "L'Italia non si è prestata alla propaganda russa neanche per eventi ben più importanti in campo musicale - dicono i consiglieri comunali della lista civica d'opposizione Germana Silvi, Evaristo Silvi e Aristide Proietti - Al Spasskaya Tower International Military Music Festival non ha risposto nessun Paese Europeo.
Le bande militari presenti sono tutte di eserciti di Paesi dell'area di influenza del neo-imperialismo russo. Un festival sponsorizzato da soggetti coinvolti nel massacro del popolo ucraino da oltre tre anni, lo stesso popolo che abbiamo avuto il privilegio di ospitare a Cori". Gli stessi consiglieri comunali d'opposizione, inoltre, lamentano che "gli Storici Sbandieratori delle Contrade si sono assoggettati alla richiesta russa di non utilizzare i loro costumi e le loro bandiere con i colori giallo-azzurri di Porta Romana, perché sono i medesimi colori dalla bandiera Ucraina. Un atto di arroganza da parte della Russia. Una forma di sottomissione da parte degli Sbandieratori delle Contrade che, forse distrattamente, avallano la politica imperialistica di Putin".
Il gruppo folkloristico respinge le accuse di filo putinismo. "Il gruppo è apolitico e apartitico da quasi 50 anni, e pur maneggiando bandiere in ogni parte del mondo, non portiamo mai bandiere per fini politici! - la risposta degli Sbandieratori -. Siamo degli artisti e gli artisti appartengono al pubblico. Sul tema delle guerre nel mondo la nostra storia parla chiaro: andiamo dappertutto e siamo promotori di incontro e pace tra i popoli". E sulla rinuncia a sfilare con i loro colori, giallo-azzurro, sottolineano che "non ci sono stati vietati, non li abbiamo portati noi per una questione di sicurezza dei membri che partivano in quanto, facendo esibizioni anche in altre zone di Mosca, dove i controlli di polizia sono meno rigorosi, si sarebbe potuto verificare qualche gesto estremo di estremisti o facinorosi!".
Il Comune pontino si schiera con gli sbandieratori. "Sono portatori di pace tra i popoli, ed anche in questo caso, pur giungendo in uno Stato aggressore, lo spirito della partecipazione è stato quello di portare. Non c'è stata nessuna sottomissione al potere russo ma una scelta consapevole di non indossare i colori giallo e celeste per motivi di sicurezza".

Il commento dell'europarlamentare di FdI, Nicola Procaccini

“Apprendo con stupore e amarezza della partecipazione di un gruppo di Sbandieratori di Cori a una parata di musica militare a Mosca sulla Piazza Rossa, per omaggiare l’esercito russo. Conosco personalmente la meravigliosa rievocazione storica degli Sbandieratori di Cori e comprendo l’autonomia delle realtà culturali locali, ma non si può fare finta di non sapere cosa stia accadendo da oltre tre anni. A Cori sopravvive da secoli una orgogliosa identità storica che è patrimonio dell’Italia e del mondo. Spiace vederla strumentalizzata dal regime di Putin per legittimare la violenza prevaricatrice che sta insanguinando l’Ucraina.” Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, commentando la notizia della trasferta del gruppo folkloristico italiano nella capitale russa.